PROPOSTA STRATEGICA PER UNA RISOLUZIONE NONVIOLENTA DEL CONFLITTO UCRAINO

1. Il contesto economico (Marzo 2026) Attualmente, nelle casse europee (principalmente presso il depositario Euroclear in Belgio) giacciono circa 210 miliardi di euro di asset sovrani della Banca Centrale Russa, congelati a tempo indeterminato. A questi si aggiungono circa 25-28 miliardi di asset privati di oligarchi e imprese sanzionate. Ad oggi, l'Unione Europea utilizza solo gli interessi generati (3-5 miliardi l'anno) per finanziare l'assistenza militare all'Ucraina. 2. La tesi: Il capitale come leva di pace e non di guerra La proposta muove dalla convinzione che il semplice congelamento e l'acquisto di ulteriori armamenti non porti alla fine del conflitto. Si ipotizza invece un utilizzo di questi capitali come strumento di pressione diplomatica estrema e, eventualmente, come fondo di dotazione per una difesa civile non armata. 3. La proposta: Un ultimatum europeo per una pace duratura L'Unione Europea dovrebbe rivolgere alla Federazione Russa una lettera unitaria e ufficiale (dal Consiglio Europeo) con i seguenti punti: Cessate il fuoco immediato: Apertura di un Tavolo Europeo per la Pace per definire una nuova architettura di sicurezza continentale. Zona cuscinetto nel Donbass: Creazione di un'area autonoma garantita da una forza di pace ONU (con contingenti militari esclusivamente non europei) e dalla presenza stabile di Corpi Civili Non Armati Europei per la mediazione e la ricostruzione sociale. Riappacificazione e Integrazione: Disponibilità immediata alla revoca di tutte le sanzioni e prospettiva di un futuro percorso di integrazione della Russia nella comunità europea, per una pace stabile da Lisbona a Vladivostok. 4. La "Clausola Gandhi" (Il Sequestro Finalizzato): In caso di rifiuto della proposta, l'Europa procederebbe al sequestro definitivo immediato dei 210 miliardi di euro russi. Tali fondi, tuttavia, non verrebbero usati per armamenti, ma investiti integralmente nella costruzione di una Strategia di Difesa Popolare Nonviolenta (DPN) in Ucraina e in Europa. Perché questa strategia? Deterrenza reale: La Russia non considera quei soldi persi; la minaccia di perderli definitivamente per finanziare la propria "irrilevanza" strategica (una società civile ucraina resa "invulnerabile" dalla DPN) è una leva negoziale potente. Coerenza etica: Citando l'eredità di Gandhi (richiamata strumentalmente dallo stesso Putin), l'Europa trasformerebbe un atto di forza finanziaria in un investimento per la pace, sottraendo al Cremlino l'alibi della "minaccia NATO". Sostenibilità della DPN: Il limite storico della Difesa Popolare Nonviolenta è sempre stato il sotto-finanziamento. In caso di fallimento della proposta (tutto da verificare) 210 miliardi di euro permetterebbero di strutturare reti di resistenza civile, protezione non armata e resilienza infrastrutturale su una scala mai vista prima nella storia. Conclusione Questa proposta cerca di superare il binomio "invio armi / resa", offrendo una terza via: usare la forza economica non per distruggere, ma per imporre un tavolo di pace e finanziare modelli di difesa alternativi che rendano ogni occupazione militare vana e insostenibile. A prescindere dal fatto che la proposta venga presa in considerazione o meno tutti i cittadini e le cittadine che la condividono hanno lo strumento della firma alla proposta di legge per la DPN per mandare un segnale preciso. Per firmare la proposta di legge: qui

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